La pubblicità è arrivata anche su ChatGPT.
Era una novità che, lo ammettiamo, in Tandem aspettavamo da parecchio. Non tanto perché sentissimo la mancanza di un’altra piattaforma sulla quale investire budget pubblicitario, quanto perché ChatGPT introduce una dinamica molto diversa rispetto ai canali ADV ai quali siamo abituati.
Dal 24 agosto 2026 ChatGPT Ads è disponibile anche in Italia, insieme ad altri mercati europei.
Per un’azienda significa avere potenzialmente un nuovo punto di contatto con il proprio pubblico. Ma soprattutto significa poterlo intercettare in un momento molto particolare: mentre sta facendo domande, confrontando alternative e cercando di prendere una decisione.
Ed è proprio qui che ChatGPT Ads diventa interessante.
Vediamo quindi come funziona la pubblicità su ChatGPT, quali opportunità apre per PMI e imprese e, soprattutto, quando potrebbe avere senso inserirla nella propria strategia di marketing.
Cosa sono i ChatGPT Ads?
I ChatGPT Ads sono gli annunci pubblicitari mostrati all’interno dell’esperienza di ChatGPT.
OpenAI ha iniziato a testarli negli Stati Uniti nel febbraio 2026, per poi estenderli progressivamente ad altri mercati. Dal 24 agosto sono arrivati anche in Italia.
Gli annunci possono essere mostrati agli utenti che utilizzano i piani Free e Go, mentre i piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu rimangono senza pubblicità.
C’è però una precisazione importante.
Gli annunci sono separati dalle risposte generate da ChatGPT e chiaramente identificati come contenuti sponsorizzati.
Un’azienda, quindi, non può pagare OpenAI affinché ChatGPT consigli il suo prodotto all’interno di una risposta.
In altre parole:
- la risposta di ChatGPT non viene modificata dall’inserzionista;
- il contenuto sponsorizzato viene mostrato separatamente;
- l’utente può distinguere ciò che viene generato da ChatGPT da ciò che è pubblicità;
- gli inserzionisti non ricevono le conversazioni, la cronologia delle chat o le memorie degli utenti.
È una distinzione fondamentale per capire cosa sono realmente i ChatGPT Ads e cosa, invece, non sono.
Come funziona la pubblicità su ChatGPT?
Qui arriviamo alla parte probabilmente più interessante per chi si occupa di marketing.
Siamo abituati a ragionare su piattaforme che utilizzano segnali differenti.
Su Google intercettiamo principalmente una domanda espressa attraverso una ricerca. Su Meta possiamo lavorare su interessi, comportamenti, pubblici e segnali raccolti dalla piattaforma.
Con la pubblicità su ChatGPT entra in gioco il contesto della conversazione.
OpenAI spiega infatti che gli annunci possono essere selezionati tenendo conto dell’argomento della conversazione in corso e di informazioni di contesto, come lingua e posizione generale. Quando l’utente abilita la personalizzazione degli annunci possono essere utilizzati anche ulteriori segnali previsti dalla piattaforma.
Questo significa che il sistema può cercare di comprendere non soltanto cosa interessa a una persona, ma anche cosa sta cercando di ottenere in quel momento.
ChatGPT Ads e intento conversazionale: cosa cambia?
Facciamo un esempio.
Una persona potrebbe cercare su Google:
“hotel Bologna”
È una ricerca chiara e ci dà già un’indicazione interessante.
Ma su ChatGPT potrebbe scrivere:
“Devo andare tre giorni a Bologna per una fiera, arrivo in macchina e vorrei trovare un hotel vicino alla fiera con parcheggio.”
L’esigenza di fondo è simile.
Il contesto, però, è decisamente più ricco.
Sappiamo che quella persona:
- deve soggiornare a Bologna;
- viaggia per una fiera;
- arriva in automobile;
- considera importante il parcheggio;
- cerca una struttura vicina alla zona fieristica.
Non stiamo più ragionando soltanto intorno a una keyword.
Stiamo osservando un bisogno espresso attraverso una conversazione.
Ed è proprio su questo principio che OpenAI sta costruendo il proprio modello pubblicitario.
Dove compaiono gli annunci su ChatGPT?
Gli annunci su ChatGPT vengono mostrati sotto le risposte generate dall’intelligenza artificiale e sono contrassegnati come sponsorizzati.
La loro presenza dipende dalla pertinenza rispetto alla conversazione e dai criteri previsti dalla piattaforma.
OpenAI applica inoltre limitazioni specifiche per tutelare gli utenti. Gli annunci non vengono mostrati agli account identificati come appartenenti a minori di 18 anni e sono previste restrizioni rispetto a conversazioni e categorie sensibili.
Questo aspetto è particolarmente importante perché ChatGPT viene utilizzato in contesti molto diversi da quelli di un normale motore di ricerca o social network.

Perché ChatGPT Ads potrebbe cambiare il digital advertising
Parlare oggi di una rivoluzione già compiuta sarebbe prematuro.
Google e Meta dispongono di ecosistemi pubblicitari maturi, enormi quantità di dati storici e strumenti di targeting, ottimizzazione e misurazione sviluppati nel corso di molti anni.
ChatGPT Ads è ancora un prodotto giovane.
Ma introduce un elemento che merita attenzione: la possibilità di inserirsi pubblicitariamente all’interno di un ambiente nel quale le persone non stanno semplicemente navigando.
Stanno facendo domande.
Stanno approfondendo.
Stanno confrontando.
E, in molti casi, stanno cercando di decidere.
OpenAI stessa presenta ChatGPT Ads come uno strumento per raggiungere le persone mentre esplorano opzioni, confrontano alternative e prendono decisioni.
Per un inserzionista, essere pertinente in quella fase può avere un valore molto diverso rispetto alla semplice esposizione a un messaggio pubblicitario.
ChatGPT Ads, Google Ads e Meta Ads: quali sono le differenze?
La prima tentazione potrebbe essere chiedersi quale piattaforma sia migliore.
Secondo noi è la domanda sbagliata.
ChatGPT Ads non nasce necessariamente per sostituire Google Ads o Meta Ads. Almeno in questa fase, è molto più interessante considerarlo come un possibile nuovo touchpoint all’interno del customer journey.
Google Ads
Google rimane particolarmente potente quando una persona esprime un’intenzione attraverso una ricerca.
Se cerco “commercialista Ferrara”, “hotel Bologna Fiera” o “scarpe running donna”, sto fornendo un segnale molto preciso.
Meta Ads
Meta lavora invece molto bene sulla capacità di generare interesse, lavorare sulla domanda latente, costruire notorietà e raggiungere pubblici attraverso creatività, comportamenti e segnali della piattaforma.
Se vuoi approfondire questo tema, abbiamo spiegato anche quando le Meta Ads funzionano davvero per le aziende.
ChatGPT Ads
ChatGPT introduce una terza dinamica.
L’utente può spiegare una necessità, modificarla, approfondirla e aggiungere informazioni durante la conversazione.
L’annuncio può quindi inserirsi in un ambiente in cui l’intento viene progressivamente definito.
Non significa che sarà automaticamente più efficace degli altri canali.
Significa che il punto di contatto è diverso.
Ed è esattamente questo che dovremo imparare a misurare.
Come fare pubblicità su ChatGPT?
Per gli inserzionisti OpenAI ha sviluppato Ads Manager, attualmente ancora in evoluzione.
La struttura delle campagne presenta diversi elementi già familiari a chi utilizza piattaforme pubblicitarie digitali.
Una campagna può comprendere:
- obiettivo;
- budget;
- date di inizio e fine;
- Paesi target;
- gruppi di annunci;
- creatività;
- evento di conversione, quando previsto;
- segmenti di pubblico personalizzati, quando disponibili.
Tra gli obiettivi attualmente previsti troviamo CPM, CPC e oCPC, rispettivamente orientati a copertura, traffico e conversioni.
Anche in questo caso, però, non commettiamo l’errore di pensare che basti replicare una campagna Google o Meta.
Come creare annunci per ChatGPT Ads
OpenAI stessa suggerisce un approccio diverso rispetto alle piattaforme costruite principalmente intorno alle parole chiave.
Il sistema considera infatti più segnali di pertinenza, tra cui l’intento conversazionale.
Questo rende particolarmente importante lavorare sulla qualità del messaggio.
Un buon annuncio dovrebbe spiegare chiaramente:
- cosa offre l’azienda;
- a chi è rivolto il prodotto o servizio;
- quale problema risolve;
- quale vantaggio concreto offre;
- in quale situazione può essere utile.
Probabilmente conterà meno la frase pubblicitaria brillante fine a se stessa e molto di più la capacità di essere pertinenti rispetto a ciò che una persona sta realmente cercando di fare.
E, da marketer, questa è una prospettiva che troviamo particolarmente interessante.
Gli inserzionisti possono leggere le conversazioni di ChatGPT?
No.
È uno dei dubbi più comprensibili quando si parla di pubblicità contestuale all’interno di una conversazione.
OpenAI specifica che gli inserzionisti non ricevono le chat degli utenti, né la cronologia delle conversazioni, le memorie,
il nome, l’indirizzo e-mail, la posizione esatta o l’indirizzo IP.
Questo non significa che ChatGPT non utilizzi segnali per determinare la pertinenza degli annunci.
Significa che è necessario distinguere tra i segnali utilizzati dalla piattaforma per decidere quale pubblicità mostrare e i dati effettivamente condivisi con l’inserzionista.
Sono due cose differenti.
ChatGPT Ads conviene alle PMI?
Questa è probabilmente la domanda che interessa maggiormente ai nostri clienti.
La risposta, almeno oggi, è: dipende.
E diffidiamo sempre da chi, davanti a una piattaforma nuova, sostiene che tutte le aziende debbano esserci immediatamente.
La presenza su un nuovo canale ha senso solo se quel canale può contribuire a raggiungere un obiettivo.
Per una PMI sarà quindi necessario valutare almeno:
- quanto il proprio pubblico utilizza ChatGPT durante il percorso di scelta;
- che tipo di domande potrebbe porre;
- quanto è complesso il processo decisionale;
- se il prodotto o servizio richiede confronto e approfondimento;
- quale ruolo ChatGPT può avere rispetto agli altri touchpoint;
- quali risultati è possibile misurare;
- quale budget ha senso destinare inizialmente alla sperimentazione.
Pensiamo, per esempio, a turismo, software, formazione, servizi professionali, prodotti che richiedono confronto o acquisti nei quali l’utente tende a informarsi molto prima di scegliere.
Sono tutti contesti nei quali l’approccio conversazionale potrebbe diventare particolarmente interessante.
Ma questo non significa che ChatGPT Ads sia automaticamente il canale giusto per qualsiasi PMI.
Pubblicità su ChatGPT: quali vantaggi può avere per un’azienda?
In questa fase individuiamo soprattutto quattro aspetti da osservare.
1. Intercettare un intento più articolato
Una conversazione può contenere molte più informazioni rispetto a una singola ricerca.
Questo può aumentare le possibilità di mostrare un messaggio coerente con il bisogno espresso dall’utente.
2. Entrare in una fase delicata del customer journey
ChatGPT viene utilizzato anche per confrontare prodotti, organizzare viaggi, scegliere strumenti, trovare servizi e valutare alternative.
L’annuncio può quindi comparire mentre la persona sta costruendo la propria scelta.
3. Presidiare presto un nuovo canale
Quando nasce una nuova piattaforma pubblicitaria, la fase iniziale può essere utile per sperimentare, raccogliere dati e capire quali dinamiche funzionano prima che il mercato diventi più maturo.
Questo non significa investire senza criterio.
Significa iniziare a osservare.
4. Aggiungere un nuovo touchpoint alla strategia
Un utente potrebbe vedere un Reel su Instagram, cercare l’azienda su Google, visitare il sito e successivamente utilizzare ChatGPT per confrontare diverse possibilità.
Il marketing raramente avviene attraverso un solo canale.
La vera domanda è quindi quale ruolo può avere ChatGPT all’interno di un percorso più ampio.
ChatGPT Ads significa che la SEO non serve più?
No.
Anzi, l’arrivo della pubblicità negli ambienti basati
sull’intelligenza artificiale rende ancora più interessante un tema che stiamo osservando da tempo: come cambia il modo in cui le persone cercano informazioni online.
ADV, SEO e presenza all’interno degli strumenti AI sono discipline differenti, anche se sempre più collegate.
Pagare un annuncio su ChatGPT non significa comparire organicamente nelle risposte dell’intelligenza artificiale.
Allo stesso modo, essere citati o utilizzati come fonte in una risposta non significa avere una campagna pubblicitaria attiva.
Per un’azienda sarà quindi sempre più importante ragionare su un ecosistema composto da sito, contenuti, motori di ricerca, social, advertising e piattaforme AI, evitando di trattare ogni strumento come un compartimento separato.
Quindi dobbiamo iniziare subito a fare pubblicità su ChatGPT?
Non necessariamente.
Ma dobbiamo iniziare a capire cosa sta succedendo.
È la stessa differenza che passa tra inseguire ogni novità e osservare per tempo un cambiamento che potrebbe incidere sulle abitudini dei consumatori.
ChatGPT Ads è ancora in una fase iniziale. Formati, possibilità di targeting, misurazione e strumenti continueranno con ogni probabilità a evolvere.
Per questo, in Tandem abbiamo già iniziato a studiare la piattaforma e le sue possibilità.
Non perché pensiamo che da domani tutte le aziende debbano spostare budget da Google o Meta a ChatGPT.
Ma perché il modo in cui le persone cercano, confrontano e scelgono sta cambiando.
E quando cambia il comportamento delle persone, prima o poi cambia anche il marketing.
ChatGPT Ads per la tua azienda: ne vale la pena?
Se sei un imprenditore o gestisci il marketing di una PMI, prima di investire su ChatGPT Ads ha senso partire da alcune domande:
Dove cercano informazioni oggi i tuoi potenziali clienti? Come arrivano alla scelta? Quali canali stai già presidiando? Dove perdi opportunità? E ChatGPT può realmente inserirsi in questo
percorso?
Non serve essere presenti ovunque.
Serve essere presenti dove ha senso esserci e con una strategia coerente.
Se vuoi capire se ChatGPT Ads può rappresentare un’opportunità concreta per la tua azienda, possiamo analizzare insieme target, customer journey, attività ADV già in corso e possibili test.
Contattaci per una consulenza gratuita.
Fonti e approfondimenti
Per approfondire il funzionamento della piattaforma:
- OpenAI, ChatGPT Ads si espande in Europa
- OpenAI Help Center, Annunci pubblicitari su ChatGPT
- OpenAI Help Center, Annunci in ChatGPT: nozioni di base
- OpenAI, Crea annunci per ChatGPT Ads
- OpenAI, Principi pubblicitari